Tra impanate, spiagge e templi: tour della Sicilia Occidentale

Di Gabriele Saluci,

Sono Gabriele Saluci, professione video-blogger, nato e cresciuto in Sicilia. Dopo tanti viaggi intorno al mondo… è arrivato per me il momento di riscoprire casa. Con trivago abbiamo pensato di omaggiare la Sicilia ed è nato così #TheSiciliaExperience – itinerario in Sicilia, un video tour dei posti di cui sono più innamorato diviso tra Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale.

A proposito… vorresti andare in Sicilia quest’estate? Scopri come rendere indimenticabile la tua vacanza scegliendo uno dei migliori hotel sul mare in Sicilia!

9 cose belle da vedere nella Sicilia Occidentale

  1. il mercato di Ballarò e i dolci di Palermo;
  2. il sito archeologico di Segesta;
  3. la costa a ovest di San Vito lo Capo (38.124840, 12.728857);
  4.  i vicoli di Erice e il panorama sulla costa;
  5.  le saline di Marsala al tramonto (37.857474, 12.483870);
  6.  il centro storico di Mazara del Vallo;
  7.  la Scala dei Turchi;
  8.  l’acropoli di Agrigento;

Questa è la seconda parte del tour in Sicilia (qui trovi cosa vedere in Sicilia Orientale) ed è arrivato il momento di scavalcare la linea immaginaria “Saluci”, creata per comodità narrative e che è servita per dividere l’isola in Orientale e Occidentale. Finora ho percorso 800 chilometri e ho passato 5 notti in posti diversi e diversamente magnifici; ho messo piede nel punto più a Sud d’Italia, sono salito in cima a due vulcani attivi e passeggiato tra le rovine di città vecchie migliaia di anni.

Come nell’articolo precedente spiegherò cosa ho inserito nei 4 video e cercherò di dare qualche consiglio utile al vostro prossimo road tour in Sicilia Occidentale. Ecco il percorso:

occidentale
Il team di trivago ha scelto per me b&bhotel con:

  • prezzo contenuto (sotto i 150€ a camera)
  • posizione strategica
  • colazione (deliziosa!)
  • parcheggio a disposizione

Episodio 5: Nei pressi di Palermo

Palermo è un casino, ed è questo il bello. Forse nella Cattedrale e nel suo giardino si può trovare un po’ di calma, ma tutto il resto della città è un fermento unico: il traffico pullula, al mercato i venditori fanno a’ vanniata e tutto è vivo e incasinato. Anche a me che vengo dalla Sicilia Palermo fa un certo effetto.


Dove dormire a Palermo e dintorni

Come base per visitare il Capoluogo ho scelto un posto lontano dal caos e vicino al mare: Mondello Home Hostel. Ho dormito spesso qui e ogni volta sembra di tornare a casa, anche se con coinquilini diversi e di tutte le nazionalità.

Mondello Home Hostel
Via Alfredo Niceforo 16, Mondello

“Piccolo ostello a gestione familiare ubicato a Mondello a circa 900 metri dalla spiaggia, dove è possibile passare delle piacevoli giornate al mare, praticare sport acquatici, noleggiare gommoni, organizzare escursioni naturalistiche e degustare ottimo cibo della tradizione gastronomica siciliana.”

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Tutti gli hotel in zona


Cosa vedere a Palermo e dintorni

Dopo aver passato qualche ora nel giardino e nella spiaggia caraibica di Mondello, mi metto in marcia verso la città. La prima tappa è il mercato di Ballarò (vicino alla stazione) che insieme al Capo e la Vucciria rappresenta il punto più vivo e caratteristico di Palermo. Deve fare un certo effetto ai turisti sentire a’ vanniata. Questa è una “call-to-action” effettuata in dialetto dai frutti/pescivendoli al mercato, tipo: “Tropea-tropea” un grido assordante che funge da invito all’acquisto delle cipolle calabresi presenti in quel momento sul banco, oppure “i pira, i puma, i patateeeee” con una marcata cantilena per sponsorizzare le pere, le mele, e le patate.

A Palermo è bene provare u paninu ca’ meusa (panino con la milza). Non è un panino dotato di organi propri, ma di quelli di un vitello. Detto così può sembrare disgustoso, ma considerato che il tutto è stra-fritto e che la nevicata di pecorino sarà abbondante, non è poi così male; la consistenza un po’ meno. Il posto migliore per provare questo cibo da strada è –appunto, la strada. Lo vendono in dei secchi gli ambulanti di Ballarò, qualcuno alla Vucciria o, se proprio siete raffinati, c’è l’Antica Focacceria San Francesco, nei pressi dell’università: è un locale storico specializzato in questa pietanza. Per il resto non è da perdere l’arancina e il cannolo; tutti i palermitani si vantano dei propri prodotti, posso dar loro ragione. In genere con 5€ si va via da qualsiasi posto con la pancia piena -nell’accezione siciliana.
Dopo il tour dei mercati e quello gastronomico ci si può dedicare alla visita della Cattedrale, del Palazzo dei Normanni e del Teatro Massimo.


Episodio 6: Nei pressi di Trapani


Cosa vedere a Trapani e dintorni:

Segesta, San Vito lo Capo, Erice

Non ero mai stato a Segesta. Arrivo nel sito archeologico, che è tra i più importanti al mondo, dopo un’oretta di viaggio da Palermo. Sono fortunato perché questo è un road-trip e ho la macchina, ma se mi fossi dovuto affidare ai mezzi sarebbe stata una piccola impresa: partono solo due autobus al giorno da Palermo, uno alle 8 e l’altro alle 14.
Il prezzo del biglietto è ridicolo, soprattutto per me che ho 25 anni e con 3€ porto a casa (in senso lato) il tempio dorico e un teatro. Quest’ultimo è in cima a una collina e c’è anche una navetta, che per 1.5€ in due minuti ti porta su. Io preferisco passeggiare perché ho già pagato troppo poco per l’ingresso e non vorrei rovinare il record, in più dicono che camminare faccia bene, dopo Stromboli (guarda cosa è successo nell’episodio precedente!) non ho paura di niente e sullo sfondo c’è il tempio dorico; mai trovato scuse migliori per non spendere un euro e cinquanta.
Anche se d’italiani non c’è nemmeno l’ombra, sono contento di vedere tanti turisti che gironzolano per il sito, se non noi, qualcuno che apprezza le nostre cose c’è.
Da Segesta prendo prima l’autostrada e poi la provinciale 34 diretto a San Vito lo Capo, che però non raggiungerò mai perché mi fermo una decina di chilometri prima (qui 38.124840, 12.728857) dove c’è un pezzo di costa che adoro.

Scopri i migliori hotel sul mare a San Vito Lo Capo!

Oggi, percorrendo 140Km, ho già visto un sito archeologico e toccato il mare, non mi resta che aggiungerne un’altra trentina per salire in montagna.

6Collage

Erice è uno dei punti da non perdere in un viaggio da queste parti. È un piccolo borgo medievale costruito sul cucuzzolo della montagna che sovrasta Trapani (dalla città è possibile prendere una funivia) ed è particolare perché dalle mura del borgo in pietra e dal castello è possibile vedere tutta la costa da Trapani a San Vito lo Capo.

PS: sapevi che da Trapani partono i traghetti per Pantelleria? Scoprila qui!

Quando sono da queste parti faccio sempre in modo di trovarmi al posto giusto al momento giusto. Il posto giusto sono le saline di Marsala, il momento giusto è il tramonto (37.857474, 12.483870). Proprio come in cima allo Stromboli, un momento così perfetto sarebbe difficile anche da programmare, vi spiego: il sole tramonta proprio dietro un istmo di terra sul quale si trovano delle rovine fenicie, dei mulini a vento aggiungono un elemento scenografico unico e le saline si tingono di mille tonalità di rosso. In tutto il mondo, e dico “in tutto il mondo”, non esiste punto migliore per vedere il tramonto. Qui è semplicemente per-fet-to.

P.S.: questo è il terzo e ultimo vertice della Sicilia, Capo Boeo. Li ho visti tutti.


 

Episodio 7: Nei pressi di Marsala


Dove dormire a Marsala e dintorni

A Marsala mi sveglio nel B&b lo sbarco dei mille, accolto dalla simpatica proprietaria e da una colazione gigantesca.

Sbarco dei 1000 b&b
Corso Calatafimi 138 c, Marsala

“Un ambiente intimo, raccolto, accogliente e confortevole per godersi le vacanze”

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Tutti gli hotel in zona


Cosa vedere a Marsala e dintorni

So che questa è la parte difficile della Sicilia da visitare: se nella costa nord e nella zona Orientale tutto è conosciuto e facilmente raggiungibile, da queste parti, oltre a pochi punti famosi, bisogna sapere dove andare e soprattutto capire come arrivarci. Per fortuna, ancora una volta, ho la macchina e questo semplifica il viaggio.

Marsala mi ha regalato il suo tramonto decine di volte, ma anche il centro storico è affascinante e merita una visita. Mi piace molto la pavimentazione in pietra e tutte le facciate in tufo (almeno credo sia tufo), comunque è tutto giallo e molto accogliente.

Mazara del Vallo, è stata una vera sorpresa. Non ho mai avuto l’occasione –più che altro la fortuna, di visitarla, ma sono ancora sconvolto dalla sua bellezza. È stato uno dei più importanti centri saraceni e camminando nel centro storico, detto Casbah, sembra di essere in una città del Nord Africa.
A una trentina di chilometri da Mazara si trova Selinunte, uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia. Purtroppo non ho avuto il tempo per una visita, ma nell’acropoli si trovano una serie di tempi molto ben conservati.


Episodio 8: Nei pressi di Gela

L’ultimo video di questo viaggio inizia nella mia città. Dopo aver fatto una breve sosta a casa dei miei genitori, che offre una splendida mansarda con vista mare –ma che purtroppo per voi non è un B&b e quindi posso starci solo io, faccio un giro a Gela.


Cosa vedere a Gela e dintorni:

Agrigento, Scala dei Turchi, Valle dei Templi

Dalle varie vicende che l’hanno coinvolta nel passato e dai problemi che la raffineria ha causato (ora finalmente chiusa e in attesa di bonifica), Gela sta cercando di riprendersi. Nell’antichità è stato uno dei posti più importanti, e tra i primi insediamenti greci. Qui è morto Eschilo, qui ci sono i resti delle mura antichissime, le timolontee, e ogni volta che si fa un buco per terra si trova qualcosa di importante. Il museo ha dei reperti interessanti e una colonna dorica ancora in piedi.

A Gela si trovano i “pezzi” di rosticceria più buoni della Sicilia, e quindi del mondo. Consiglio le impanate: focacce imbottite di qualsiasi cosa e i “pezzi” col “capuliato”, il pomodoro secco tritato. Con 3€ ci si sazia, sempre nell’accezione siciliana.


Da Gela mi sposto per un’ottantina di chilometri verso Agrigento, più precisamente alla Scala dei Turchi. È una parete rocciosa a picco sul mare, composta da marma, una specie di calcare. Piace a tutti perché è di un bianco abbagliante, perché è facile scivolare giù dalla scarpata e farsi tanto male e perché il contrasto col mare regala colori eccezionali. Data la malleabilità della roccia, a forza di sedersi sul bordo, i culi delle persone hanno sagomato delle poltrone comodissime e da lì è bello vedere il tramonto con i piedi a penzoloni sul mare.

La mia giornata e il viaggio finiscono con una ciliegina sulla torta: la Valle dei Templi. È un complesso archeologico che ospita tra le altre cose il Tempio della Concordia, una costruzione in uno stato di conservazione eccellente. Ai tempi tutto questo serviva come punto di riferimento delle imbarcazioni, oggi serve come punto di riferimento ai turisti che vogliono saperne qualcosa di più su chi eravamo e come siamo riusciti a diventare quello che siamo.

E questo è il mio tour in Sicilia. Fare un viaggio in auto da queste parti è bello per una serie infinita di motivi: a partire dal cibo, dai colori e dal cielo pulito per finire con l’arte, la storia, la cultura e la natura sempre vivi e presenti. Per vedere e vivere le cose che mi ha regalato la Sicilia in sole due settimane e in poco più di mille chilometri, in altre parti del mondo avrei dovuto viaggiare per decenni, in centinaia di stati diversi e per decine di migliaia di chilometri. Per fortuna tutte le persone coinvolte nel turismo con cui sono entrato in contatto durante questo viaggio mi hanno dimostrato che c’è gente che lavora durissimo per proteggere e far conoscere questa terra.

Mi sono emozionato, divertito, arrabbiato e stancato, ed è tutto questo il bello della Sicilia.


Leggi il primo episodio su Sicilia Orientale


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