I migliori percorsi trekking in Trentino e l’esperienza in malga

Di Noi di Visittrentino,

Oggi vi suggeriamo i percorsi e rifugi che dovete assolutamente raggiungere per non perdervi lo spettacolo delle Dolomiti. Pronti per il trekking in Trentino? Via!

1. Sua maestà il Brenta

Il mattino ha l’oro in bocca! Partite presto da Madonna di Campiglio e percorrete la stretta Vallesinella, porta del Parco Naturale Adamello Brenta e verde corridoio che vi prepara allo spettacolo a cui assisterete dopo qualche ora di cammino: sua Maestà il Brenta.

Boschi di faggi e abeti in poco tempo lasciano spazio alla nuda pietra. La dolomia assume mille sfumature, dal grigio al rosa. Si passa per il rifugio Casinei e dopo un paio d’ore dalla partenza al rifugio Brentei. L’ultima salita fino al rifugio Alimonta richiede uno sforzo ulteriore e una gamba un po’ allenata vista l’altitudine, ma ne vale la pena, garantito!

Eccovi in cima a 2600mt, di fronte a voi un anfiteatro naturale unico fatto di guglie frastagliate che svettano nel cielo blu. Una pausa ristoratrice al rifugio, a base di polenta con funghi o formaggio, è il giusto premio prima di ridiscendere a valle lungo lo stesso percorso dell’andata.

Tornati al rifugio Casinei proseguite per le Cascate Vallesinella, fantastici salti di acqua naturali e, perché no, un’ottima soluzione per rinfrescarsi dall’afa estiva.

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Rif. Brentei nelle Dolomiti di Brenta – Archivio Trentino Sviluppo Spa – P. Geminiani

2. A due passi dal paradiso

Siete nelle Dolomiti Orientali a pochi km da San Martino di Castrozza, sotto le Pale. Un posto che sembra il paradiso. Si parte da Villa Welsberg, la sede del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Il centro visitatori merita assolutamente un giro: attraverso due percorsi guidati si possono scoprire gli animali, le piante e tutta la biodiversità della zona.

Il cammino prosegue dolce, accompagnati dal rumore del torrente. Alzate lo sguardo una volta arrivati all’ex malga Pradidali: di fronte a voi si staglia la sagoma della parete ovest del Sass Maor, una piramide di dolomia che punta dritta al cielo.

Continuando in mezzo al bosco si arriva al pascolo di Malga Canali. Fermatevi per un saluto dalla Gianna, storica gestore di questo agriturismo. Rimarrete incantati dalla sua semplicità e dalla bontà delle sue zuppe e formaggi.

Si continua ora sul fondo della Val Canali, dapprima su strada sterrata, poi su sentiero per il Rifugio Treviso.  Spesso, sulle pareti soprastanti al rifugio, si vedono piccoli puntini colorati salire sulla roccia: sono i coraggiosi arrampicatori che sfidano il Dente, oppure la Punta della Disperazione o il Sass d’Ortiga. Da qui, attraverso il bosco sotto la Pala della Madonna, si riscende a valle rientrando al punto di partenza.

3. Nel cuore delle Dolomiti

La camminata che conduce al rifugio Principe è una delle esperienze più suggestive per scoprire il Gruppo del Catinaccio, nelle Dolomiti di Fassa.

Prendete la funivia da Vigo di Fassa e incamminatevi verso il rifugio Gardeccia, oppure raggiungetelo direttamente con il bus navetta che parte da Pera di Fassa. Da lì parte il sentiero che, con una salita dapprima tranquilla e poi più impegnativa, vi condurrà fino ai rifugi Preuss e Vajolet. Lo scenario che vi circonda è uno dei più belli che si possono ammirare in ambiente dolomitico e scattare qualche foto è d’obbligo.

Dopo una piccola pausa si prosegue in graduale salita sul sentiero 584. Il panorama che si gode guardando a sud è magnifico: le guglie del Vajolet e del Catinaccio si dischiudono sempre di più allo sguardo. Di fronte la mole del Catinaccio d’Antermoia, un autentico bastione dolomitico.

Ancora uno sforzo e siete arrivati al rifugio Principe, dove un buon piatto tipico vi ridarà le energie spese nella salita. Dopo pranzo rilassatevi e godetevi il sole sulla terra. Per il ritorno, ripercorrere a ritroso lo stesso sentiero.

Scoprite l’itienerario

Passo Principe – Archivio Trentino Sviluppo Spa – P. Geminiani

4. Altri percorsi?

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5. Trekking soft? Camminate, ascoltate, respirate

In Val di Fiemme, al Parco di Paneveggio Pale di San Martino, vi aspetta un gruppo di grandi “musicisti”: se ascoltate bene, potrete sentire il concerto della natura. Dove? Ne Il Bosco che Suona!

Il bosco che suona

Il Bosco che Suona

Da Predazzo ci si addentra nella Valmaggiore. Dopo aver percorso in auto un tratto di strada asfaltata, si raggiunge un parcheggio dal quale si prosegue a piedi, addentrandosi sempre più nel magico bosco di abeti rossi, seguendo le indicazioni del “Percorso del Bosco che suona”.

Il sentiero è comodo e davvero fresco, sarete circondato da felci, prati verdi e tronchi altissimi. Se siete fortunati e aguzzate la vista, potrete anche fare degli incontri inaspettati, magari imbattendovi in un giglio selvatico!

Vedrete come la natura diventa arte, scoprendo, negli angoli nascosti del bosco, delle vere e proprie sculture intagliate nei tronchi. Così, improvvisamente, vi ritroverete all’ingresso della Foresta dei Violini, il bosco che suona.

La foresta dei violini

Questi alberi sono speciali: infatti, non sono semplici abeti rossi, ma abeti rossi di risonanza, utilizzati per produrre le casse di risonanza dei più pregiati strumenti musicali.

Provate per credere! Col palmo della mano colpite il tronco di uno di questi abeti, rimarrete sorpresi dalle vibrazioni che saranno in grado di trasmettere. Anche i migliori musicisti, tra i quali Uto Ughi, hanno adottato il proprio abete. Accanto ad essi troverete una targa che li identifica e il ringraziamento degli artisti a questo magico bosco.

Tra questi abeti, ce n’è uno che spicca particolarmente e che, con i suoi 190 anni, è stato eletto a Custode del Bosco. Andate a trovarlo, tornando indietro per un breve tratto dal sentiero percorso e seguendo le indicazioni per il “Custode del Bosco”. Lo vedrete ergersi tra i prati con la sua punta verdeggiante. Scoprirete quante cose ha visto questo bel fusto!

Il Custode del Bosco

Per questa semplice passeggiata, adatta anche ai più piccoli, prendetevi tutta la mattinata: il percorso è breve, ma non potrete fare a meno di intrattenervi un po’ nel curioso bosco di risonanza per cercare il feeling con il vostro albero.

Per pranzo, concedetevi un piatto tipico alla Malga Valmaggiore. Raggiungibile sia a piedi che in macchina dal bivio dove inizia il Percorso del Bosco che Suona.

Malga Valmaggiore

Per le famiglie? Albe in malga: quando l’alpeggio prende vita

Avete mai avuto la fortuna di dormire in una malga ed essere svegliati all’alba dai campanacci delle mucche?

In Trentino, nei mesi di luglio e agosto, una quindicina di malghe aprono le porte al mondo esterno e vi fanno conoscere da vicino la produzione dei prodotti caseari, dalla mungitura alla lavorazione del latte, fino alla degustazione di yogurt, burro e formaggi!

È un’esperienza che in pochi hanno la fortuna di poter raccontare. L’avventura inizia solitamente nel tardo pomeriggio del venerdì, quando il gruppetto di partecipanti si incontra e, accompagnato da una guida, raggiunge a piedi la malga.

Qui ci si sistema al meglio, le camere non sono quelle di un albergo, ma troverete un letto su cui stendere il vostro sacco a pelo e prepararvi per la notte. Ciò che colpisce di questi luoghi sono i profumi: quelli dell’erba fresca, della legna che arde, del latte e dei formaggi messi a stagionare.

Capretta – Archivio Foto Trentino Sviluppo Spa – D. Lira

Dopo la cena, trascorsa seduti assieme attorno al tavolone della cucina, si chiacchiera, si raccontano barzellette, i bambini giocano. Poi, prima di coricarsi, tutti fuori con il naso all’insù ad ammirare il crepuscolo e a osservare le stelle: l’aria è fresca, i profili scuri delle montagne si confondono ormai con il cielo, si riconosce già qualche costellazione: il Grande Carro con l’Orsa Maggiore, Cassiopea, la Cintura di Orione. Chi è fortunato magari riuscirà a vedere anche le stelle cadenti ed esprimerà un desiderio…

Si va a risposare presto, visto che la notte sarà breve. Alle 4.30 del mattino suona la sveglia. A fatica ci si alza, anche se la curiosità e l’eccitazione aiutano.

Tutti pronti per aiutare a radunare il bestiame che ha trascorso la notte all’aperto e, a turno, le mucche vengono munte. È un’operazione meccanica oggi, ma chi vuole, può cimentarsi e provare l’esperienza che racconterà agli amici a casa. Dopo il lavoro, una meritata colazione a base di prodotti di malga: formaggi, burro, jogurt, uova, pane e torte fatte in casa…

Per chi desidera e ha ancora voglia di emozioni intense, può proseguire la giornata con un’escursione insieme alle guide alpine lungo percorsi e sentieri naturalistici.

Se volete vivere quest’avventura insieme alla vostra famiglia o amici, affrettatevi perché le prenotazioni sono obbligatorie e a numero chiuso. Scoprite qui il programma e iscrivitevi.


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