In giro per le botteghe artigiane di Firenze tra oro, pelle e cappelli

Di Claudia Vannucci,

Oro e argento, vimini, piume, pietra, ceramica, pelle, tutto rigorosamente lavorato a mano nella scia di una lunga tradizione. Alla ventennale edizione di Artigianato e Palazzo, a Firenze dall’8 all’11 maggio, non mancava proprio niente, ed in questi quattro giorni è stato possibile scoprire i segreti dei maestri artigiani che vengono tramandati di generazione in generazione. Li ho incontrati per voi nel giardino di Palazzo Corsini, in missione speciale per conto di Room5 trivago insieme agli altri 9 blogger del gruppo Bloggers & Crafts.

Prima di darvi qualche dettaglio delle avventure dei blogger a Palazzo Corsini voglio portarvi in giro per Firenze insieme a me, alla scoperta delle tradizioni artigiane storiche e delle botteghe che portano avanti la secolare tradizione dell’artigianato fiorentino.

Pelle & Cuoio

La più famosa delle lavorazioni artigianali fiorentine si identifica soprattutto con il quartiere di Santa Croce fin dal 1200, grazie alla vicinanza con il fiume Arno, dove originariamente venivano lavate le pelli. Nel 1950 nel convento di Santa Croce viene fondata la Scuola del Cuoio, per insegnare un mestiere agli orfani di guerra. La scuola oggi è ancora attiva con lo scopo di mostrare le tecniche tradizionali di lavorazione del cuoio, e si può visitare.

Ad Artigianato e Palazzo l’arte della pelle fiorentina è rappresentata dalla storica ditta Bruscoli, pelletteria e legatoria fondata nel 1881, che abbina la tradizione artigianale della pelle lavorata a quella dei libri. La loro bottega è in via Montebello 58/r.

Pelletteria & Legatoria spesso vengono lavorate insieme!

Pelletteria & Legatoria spesso vengono lavorate insieme!

Oro

Gli orefici a Firenze erano compresi nella potente corporazione dei Fabbri, fondata nel 1322 sotto la protezione di Sant’Eligio, santo orafo e fabbro, ed inizialmente avevano le loro botteghe nella zona di San Lorenzo. Nel 1593 il Granduca Ferdinando I impose il trasferimento degli orafi sul Ponte Vecchio, dove si trovano ancora oggi, al posto delle botteghe dei beccai, per nobilitare il percorso privato granducale costituito dal Corridoio Vasariano.

A Palazzo Corsini gli orafi in mostra erano tanti e tutti caratteristici; tra i tanti vi segnalo Penko, con la sua bottega rinascimentale a pochi passi dal Duomo di Firenze in Via Ferdinando Zannetti 14, che crea a mano gioielli unici e personalizzati con le antiche tecniche dell’oreficeria fiorentina e arredi sacri per Santa Maria del Fiore. Penko realizza anche una riproduzione perfetta dello storico fiorino d’oro del 1250, e splendide copie dei gioielli che si possono ammirare dipinti nelle più celebri opere d’arte di Firenze, dal Ghirlandaio al Bronzino.

La bottega artigiana di Penko, storica oreficeria di Ponte Vecchio a Firenze.

La bottega artigiana di Penko, storica oreficeria di Ponte Vecchio a Firenze.

La ceramica

La lunghissima tradizione della ceramica nell’area di Firenze affonda le sue origini in epoca etrusca e si evolve nei secoli dando origine a diverse lavorazioni: nel ‘300 è già documentata la produzione del cotto di Impruneta; nel Rinascimento i Della Robbia inventano la terracotta invetriata, mentre la maiolica di Montelupo Fiorentino è nella sua epoca d’oro. A fine ‘800 la ceramica toscana ha un nuovo impulso con la fondazione della Manifattura Chini di Borgo San Lorenzo, che produce piccoli capolavori di arti applicate che decorano ancora molti degli edifici in stile Liberty toscani.

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Il Maestro Pampaloni lavora al Tornio la Ceramica

Ad Artigianato e Palazzo ho scoperto la bottega di Romano Pampaloni, ceramista di Impruneta che nella sua bottega in via San Pier Maggiore 11/r realizza splendidi oggetti che ripropongono le decorazioni classiche della tradizione della ceramica italiana. La bottega Pampaloni è anche una scuola di ceramica che insegna le tecniche artigianali a studenti e apprendisti di tutto il mondo.

La paglia intrecciata

Il legame che unisce la zona di Signa alla paglia è documentato sin dal 1400, ma è nel ‘700 che arriva il vero impulso, quando a Signa si trasferisce Domenico Michelacci detto Il Bolognino, che per primo coltiva la paglia da intreccio, compiendo esperimenti e creando una varietà più adatta ad essere intrecciata. In Toscana i cappelli di paglia erano molto amati fin dal Cinquecento, quando il Granduca Cosimo I li donava agli amici stranieri in visita a Firenze, e Signa celebra questa tradizione con un piccolo Museo Michelacci.

Oggi la tradizione continua grazie al Consorzio Il Cappello di Firenze, che riunisce in un unico progetto 17 piccole aziende artigiane, che producono cappelli di paglia con le antiche lavorazioni manuali e che hanno il loro punto vendita in via Valfonda 9.

La pietra serena e la pietra forte

Queste due rocce arenarie, la prima grigia e la seconda giallina, sono il materiale da costruzione usato fin dall’epoca etrusca e romana con cui è stata costruita Firenze nei secoli. La pietra serena viene estratta in Mugello, nelle cave di Fiorenzuola (dove c’è anche un piccolo museo) e conosce il suo momento di gloria nel ‘400, quando diventa uno degli elementi chiave delle architetture rinascimentali di Brunelleschi e Michelangelo. Le cave di pietra forte invece fino al ‘500 si trovavano nel Giardino di Boboli, mentre oggi a Greve in Chianti.

Paolo Benvenuti,

Lo scultore Paolo Benvenuti, vincitore del premio Blogs & Crafts under 35, nel suo laboratorio di Ginestra Fiorentina

Paolo Benvenuti, il vincitore del premio Blogs & Crafts dedicato ai giovani artigiani under 35, nel suo laboratorio di Ginestra Fiorentina esegue sculture artistiche e funzionali utilizzando le stesse pietre toscane e le antiche tecniche di lavorazione di una volta.


Blogs & Crafts

Io e gli altri blogger di Blogs & Crafts abbiamo incontrato le decine di espositori ed artigiani disseminati nelle limonaie e tra le siepi, la collezione di antichi agrumi e le statue del giardino di Palazzo Corsini; una location unica, un giardino all’italiana splendido e nascosto nel cuore di Firenze, a pochi passa da Santa Maria Novella.

Palazzo Corsini a Firenze dove si è svolta "Bloggers & Craft"

Palazzo Corsini a Firenze dove si è svolta “Bloggers & Craft”

Abbiamo lasciato che gli artigiani raccontassero le loro storie, quelle dei loro prodotti e delle loro tecniche artigiane, abbiamo scoperto materiali, tecniche e tradizioni di famiglia antiche e pazientemente tramandate e riscoperte, e siamo rimasti tutti sinceramente stupefatti e affascinati.

Io e gli altri blogger siamo stati coinvolti attivamente: nello stand di Penko ho potuto coniare un fiorino ricordo (non d’oro naturalmente) esattamente come si faceva nel 1250, mentre alcuni di noi hanno partecipato al laboratorio di cartapesta.

Eccomi all'azione mentre conio un fiorino

Eccomi all’azione mentre conio un fiorino

Ma ad Artigianato e Palazzo c’è stato anche spazio per raccontare (e assaggiare) vecchie ricette di cucina di mamme e nonne, nello spazio di Ricette di Famiglia, per ascoltare un canto della Divina Commedia recitato dagli studenti del Liceo Michelangelo e per visitare gratuitamente il Palazzo, residenza storica dei Principi Corsini, che vi abitano ancora oggi e che da venti anni aprono le porte ai visitatori in occasione di Artigianato e Palazzo.

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Artigianato e Palazzo è un’occasione unica per conoscere l’artigianato di qualità che rende l’Italia famosa in tutto il mondo, in una location speciale come il giardino Corsini. Se non siete stati tra gli 11mila visitatori di questa edizione non perdetevi la prossima, che sono sicura ospiterà ancor più artigiani, mestieri diversi e visitatori di quest’anno.